Visualizzazione post con etichetta So 90's. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta So 90's. Mostra tutti i post

sabato, dicembre 15, 2007

[So '90's] Simone Power Rangers 1 di 2

Rispolvero questa rubrica sugli usi e costumi degli anni '90, quando ancora eravamo piccoli e puri e quando ancora le canzoni si scaricavano dalla radio.

Lo spunto mi è arrivato stamattina.
Avevo messo la sveglia per le 11.25, ma per qualche causa esterna alle mie volontà, mi sono svegliata molto prima, corbezzoli.
Mi piazzo davanti alla tv, nella speranza di beccare un qualche film natalizio con babbi natalizi, malcapitati in cerca d'aiuto, barboni, un vecchio e un bambino che si preser per mano e via dicendo, insomma il solito polpettone buonista americano che può indurre sonnolenza (Areare il locale prima di soggiornare).

Mi imbatto però nei temibili POWER RANGERS, dei tizi che ci salvano dai cattivi entrando in una muta di robot dai colori dell'iride (c'era il power ranger blu, quello rosso, quello rosa, che era una donna....mah)
Per non parlare poi dei terribili effetti speciali, della recitazione, dei versi stile "BANZAI", dei nomi altisonanti (MegaZord, MegaRangers, MegaPirl..)


Chi alle elementari/medie non li ha visti? Chi non li ha emulati nel giardino di casa? Chi a Carnevale non aveva l'elmetto e la spadina di plastica?


Beh a me facevano schifo e schifo fanno tuttora.
Anzi da piccola mi facevano quasi paura. Vi sembrano mostri accettabili per chi ha il telo mare di Poochie?Terribile

Da sta cosa è poi venuto fuori, un altro scempio....guardate!

giovedì, agosto 30, 2007

[De Gustibus...of '90's] il Kappauei

Passata la grande crisi del '29, finalmente è tornato in me un barlume di ispirazione.

E continuo con la mia rubrica sulla accattivante moda degli anni '90, quando ancora avevo lo zainetto rosa fucsia dell'Invicta, quando ancora giocavo con il GiraLaModa, quando ancora guardavo l'Ispettore Gadget, quando ancora si faceva colazione col Buondì e merenda con la Girella.

E sopratutto quando ancora andavo in vacanza coi miei.

L'abbigliamento di cui sto per parlare, imprescindibile, il protagonista assoluto, nelle valigie che faceva mia mamma, merita un post a parte.
E' il K-way, giubbottino di carta ciuccina con cappuccio che ti mettevi quando pioveva durante la scampagnata e riaccattociavi in una delle sue tasche quando smetteva di piovere diventando un bellissimo marsupio.

Il problema di fondo è che, arrivando fino alla cintola, dal culetto in giù si era ancora più fradici, rendendolo tutto sommato inutile.

Non so se avete capito.

Riporto ora la descrizione ufficiale dal sito ufficiale del k-way ufficiale:

K-Way - Let it Rain
Il brand K-WAY è nato a Parigi in una giornata di pioggia del 1965 quando è stata inventata la prima giacca antivento. Fatta di nylon e assolutamente impermeabile (n.d.F..ooohhhh) che si poteva mettere nella tasca legata alla cintura che contemporaneamente faceva l'effetto banana (n.d.F cosa? Ma che strane ideee hanno messo in testa ai ragazzini?). Nel 1970 il concetto della produzione è stato spostato verso l'active leasure. Nel Gennaio del 1992 quando un incendio ha distrutto il quartier generale, campioni, prodotti e documenti, non è rimasto niente altro che l’indistruggibile spirito combattivo che ha aiutato l'azienda a sopravvivere e diventare nell’inverno del 1992 lo sponsor ufficiale dei Giochi Olimpici invernali di Albertville! Dal 2004 K-WAY appartiene al Gruppo Basic Net.
Peccato che non abbia soppiantato del tutto gli ombrelli, altrimenti a quest'ora Rihanna starebbe cantando "You can stand under my k.way, way way wa".
Io spererei tantissimo che ritornasse di moda, soprattutto per l'effetto a banana.

giovedì, agosto 23, 2007

[Inquietudini + De gustibus ...so '90's]

E' da una settimana che penso e ripenso a una cosa che guardavo nella mia infanzia anagrafica.
Mi è tornato in mente mentre prendevo il Sole su una spiaggetta sarda...ma non tutti i tasselli sono stati riassemblati, il che mi ha gettato in un periodo di confusione e ansia.

Op op Gadget Mani....Op op Gadget pattini.

Come si chiamava il cane e la nipote dell'ispettore Gadget? Che tra l'altro facevano tutto loro?



PS: Per me Gadget ha sempre assomigliato a Fabrizio Frizzi

sabato, luglio 14, 2007

[De Gustibus ... of 90's] T.V.B vs 3msc : le dediche sui diari

Un dovere morale del megliopeggio è la divulgazione ai posteri delle mode degli anni 90.

Prassi durante le scuole medie, durante le ore più noiose, era allungare il proprio diario al compagno, dicendo "mi fai una dedica?" . .
Non so cosa le teenager di oggi si scrivano sui diari, tra gli esercizi di matematica e la giustificazione della mamma.
So però cosa ci si scriveva anni e anni fa.

La dedica poteva essere personale ma il più delle volte si attingeva a un prontario di formule standard (rintracciabile da fonti sicure come il giornaletto "cioè").
Di sicuro la faceva da padrone il mitico T.V.B. (ti voglio bene) che visto col senno di poi è raccapricciante, ma mai come 3msc, catalogato dal megliopeggio come il male.
Ma procediamo con ordine e soprattutto in base a cioè che è rimasto nella mia memoria, visto che i miei diari sono finiti misteriosamente nella spazzatura.


Dedica #1: "T.V.B." & varianti della serie "volemose bene"
Per chi non lo sapesse, si finiva la dedica con acronimi strani: la sigla TVB ( ti voglio bene) e le innumerevoli varianti (TVTB, TAT...). E poi c'era la firma, seguita dal BY, per darsi un aria "international". La versione migliore rimane quella di una canzione di Elio "A. T.A., T.V.U.M.D.B. By Elio e le Storie Tese".


Dedica #2: della serie "molto ingegno"
"Come la barca lascia la sua scia,
io ti lascio la firma mia"
Segue scarabocchio della persona.

Dedica #3: della serie "orgoglio generazionale"
"Dagli Appenini alle Ande, un sol grido si espande: '82 sei grande"
Naturalmente vale solo per i nati del 1982.


Dedica #4: della serie "mah..."
"Dio creò l'Alba, ma Vasco la rese Chiara"


Dedica #5: della serie "lezione di musica"
"Lei suona il piano, lui la tromba"


Dedica #6: della serie "Frasi di autore"
"Non può piovere per sempre"
NOTA: Tratto dal film "Il Corvo", schifezza dark ma che tanto piaceva in quegli anni, quasi più di Dirty Dancing (oh, io ho sempre preferito Dirty Dancing)...forse su ciò è meglio fare un altro post.

Dedica #7: della serie "Cinico"
"chi trova un amico trova un tesoro, ma chi trova un tesoro se ne frega dell'amico."

Dedica #8: della serie "Frase Baci perugina"
"Gli amici a volte dimenticano, quindi non considerarmi come un'amica, ma come una che non ti scorderà mai "


Dedica #9: della serie "Eretico"
Gesu-Ge_Giù - Ge_Più -cucù corredato da disegnini (Gesù in croce, poi giù dalla croce, poi solo croce, poi Gesù che fa capolino dalla croce)

Dedica #10: della serie "Mah ^2 ..."
"Quando vedi il tuo ex, urlagli America, perchè siete stati uniti"



Io invito voi tutti a ripolapare con altrettante perle questa ribrica!
Grazie

mercoledì, giugno 27, 2007

[De gustibus...of 90's] il TAM TAM


Mi è tornato alla mente (forse perchè ci ho giocato) in questi giorni un gioco della nostra infanzia (parlo per quelli nati intorno agli anni 80 per gli altri non lo so!).

E' il TAMTAM o gioco delle manopole.

Vince chi fa più punti tirando una pallina, il cui peso specifico è di +200, con le suddette manopole e facendo in modo che l'avversario non riesca a prenderla.

Ci sono varie tecniche di colpi, è permessa la frullata solo se seguita da urlo liberatorio stile harakiri giapponese.

I rischi sono fratture di falangi polsi e gomiti..

Meraviglioso

sabato, giugno 09, 2007

[De Gustibus...of 90's] Maglie, casacche e quant'altro

Continua il mio viaggio temporale di una decina e più di anni fa per sparlare indegnamente della moda dell' epoca.

Oggi parlerò di magliette



Maglia #1: la maglietta Onyx








Magliette con teneri disegnini come in figura, erano attillatine e a livello ombelico. Era vista come una disgrazia se due persone avevano la stessa maglietta con lo stesso disegno, e partivano querele.











Maglia #2: la camicia grunge a scacchi di flanella

Da portare aperta con sotto un dolcevita nero, rosso o verde, faceva molto rocker dannato. Un must per i primi anni '90, ce l'avevo tutti, ma poprio tutti (anche io, e ancora me ne chiedo il perchè). Io annovererei il mistero della camicia_di_flanella_come_indumento_"in" tra quelli di Fatima.


Maglia #3: La tuta

A metà degli anni '90 c'era pure la tuta in acrilico/acetato. Non faceva sudare nemmeno un po'...
Quelle più in voga erano quelle dell'adidas con 3 righe su pantaloni e maniche, tendenzialmente a colori sfalsati tra pezzo sopra e quello sotto (ad esempio: pantaloni rosa con righe rosina, maglia rosina con righe rosa) oppure quella blu antracite con righe bianco-giallino.
Io avevo quella della Lotto color vinaccia con improbabili rombi su sfondo bianco sulla casacca. Purtroppo non ho trovato foto sul web, ma posso assicurarvi che nella bassa spopolava.
Dopo un mese di possesso, la tuta emetteva antipatici pallini.
La tuta poi si poteva spezzare: si poteva mettere la casacca sopra jeans, gonne..etc etc, oppure si tenevano i pantaloni con sopra felpaccie (V.Sotto), maglioni, etc etc. La costante era un mix di colori-abbinamenti da far raccapricciare anche Claudia Vinciguerra

Maglia #4: la felpaccia


Sempre secondo i dettami dello stile grunge, era più larga che lunga e rigorosoamente con cappuccio. Preferibile con colori spenti antracite. Comunque esistevano anche varianti più colorate, io ne ricordo una gialla canarino dell'Everlast (che fine ha fatto questo brand?). Terrificante






Maglia #5: il mix di maglie finto casual

Sul finire degli anni '90, a qualche dettatore di moda è partito un embolo e si è inventato sta roba, che ogni tanto si rivede pure in giro. In pratica ti mettevi una maglia a maniche lunghe sotto e una a maniche corte sopra. Anche qui i mix di colori erano affidati al caso, al destino e a qualche divinità ultraterrena di natura imperscrutabile!
Io non ho mai fatto questi abbinamenti strani, se non per fotomontaggio qua a sinistra.








Alla prossima!

lunedì, aprile 30, 2007

[De Gustibus...of '90's] Giacche

Continua il mio viaggio nella memoria della moda anni '90, quando impazzava la musica undercore (adesso c'è l'House), il plasmaphobia, Fiorello col karaoke e la Marcuzzi con Colpo di fulmine.
Vista la bella stagione parlerò di indumenti da mettere definitivamente nell'armadio, per non tirarli fuori mai più, almeno per la buoncostume.

Giacca #1: il bomber


Prima indumento unisex d'elite per i bulletti, poi divulgato alla massa intera...chi non è stato sul tagadà col bomber? (io no). Oltre al classico nero, ce ne erano dei più disparati colori.












Giacca #2: il bomber dell'NBA



Versione del bomber per fighetti (ricordo che quello nero o rosso era per i bulletti delle scuole medie): bomber pseudo ufficiale di una delle 1025 squadre di basket americane.


Giacca #3: il Barbour


Giacca unisex larga e dritta, il tessuto era la tela cerata che usano umili pescatori, ma il prezzo non era poi così umile. Sta giacca andava unta con un particolare unguento, puzzava di grasso di foca da far schifo, ma cose volete, this is fashion!
Accessorio: la spilletta che ne garantiva l'autenticità (innumerevoli le imitazioni di portaportese, ancora i cinesi non c'erano), attacata con spago e colla vinavil, per evitare il ratto della spilletta da parte dei bulletti col bomber.
L'originale era in verdone, poi una volta divenuto indumento IN, ci furono Barbour di colore blu antracite, grigio antracite e rame antracite...colorini sgargianti insomma!
Dentro, oltre alla federa scozzesa poteva esserci il pelo staccabile per gli inverni freddi.









Giacca #4: il piumino corto



Giacca politicamente corretta, rigorosamente con cappuccio. Il piumino era più largo che lungo, arrivava circa all'ombelico. Di vari colori, il mio, per la cronaca, era nero.




Giacca #5: la casacca militare tedesca

Ai tempi delle medie, ai tempi della primavera, spopolava questa giacchetta militare di tela di colore verde militare con la bandiera della germania cucita sul petto. E' uno dei grandi misteri della moda.


Giacca #6: la giacca termica

Altro mistero della moda. In pratica era una giacchetta con un tessuto indecifrabile tipo poliestere ma con la proprietà di essere termico (così dicevano...) I colori erano grigio, blu, mattone. Terribile
Sul finire degli anni '90, era abbastanza IN anche la giacca NAPAPIRI, ma non ho trovato sul web adeguata documentazione fotografica.
Sempre la NAPAPIRI mise sul mercato una terrificante giacca di pelo di pecora a palline, con dietro la bandiera scandinava (o danese?).

venerdì, aprile 20, 2007

[De Gustibus...of 90's] Scarpe

INCIPIT
Oggi ero in una nota libreria, la chiamo DirettoreDiLibero_Nelli per non fare pubblicità occulta. Gli scaffali erano stracolmi dei seguenti libracci: "3msc il musical" con sezione fotografica dei provini, imperdibile, "ho voglia di te" di Moccia, con SKAmarcio in copertina, "Scusa ma ti chiamo amore", il nuovo tomo di 500 pagine sempre di Moccia (qualcuno mi spiega perchè i titoli dei suoi libri sono uguali ai versi delle canzoni della Pausini?), "A un passo dal sogno" degli autori del programma Amici della DeFilippi. Questi libri stanno andando a ruba fra le teenager....
...MA STIAMO SCHERZANDO? ...
Così, poichè una delle filosofie di vita adottate dal blog è: si stava meglio quando si stava peggio, oltre che all'evergreen non c'è mai limite al peggio, spinta da revisionismo storico e da odio latente verso queste minorenni che "fanno moda" coi loro gusti vomitevoli, inizierò una nuova rubrica su ciò che è da catalogare come IN, ma negli anni '90, quando la teenager ero io.
Visto che quei libri sono scritti coi piedi, parlerò delle scarpe di quei tempi.

SVOLGIMENTO
Scarpa #1: Dr. Martins

Anfibi unisex. Pianta larga, cucitura gialla molto figa










Scarpa #2: Gli zoccoletti



Direttamente dall'Olanda (fate voi se dai campi di tulipani, o se dal quartiere a luci rosse), caratterizzati da borchiette e da taccazzo in legno. Ero alle medie, li volevo, ma mia madre si oppose (bastarda!).





Scarpa #3: Le Cat basse

scarpe antinfortunistiche, punta in metallo tonda, 3cm di gomma come suola (la foto non rende bene). Di pellina grigia, ricordo che le avevano tutti ...meno me.





Scarpa #4: Le Cat scarponcino



scarpe antinfortunistiche, punta in metallo tonda, 6cm di carro armato in gomma come suola. Da associare alla camicia di flanella a quadri scozzese aperta con sotto la maglietta, stile grunge K.Cobain







Scarpa #5: le zeppe estive Fornarina


10 cm di zeppa uniformemente distribuita. 1000 laccetti da allacciare. In vari colori: rosso, nero, blu metallico.








Scarpa #6 : la zeppa Fornarina

Simile ad una scarpa da ginnastica ma con zeppa nascosta (utili per Silvio B.), di vari colori psichedelici.






Scarpa #7: le Buffalo
Scarpe imbarazzanti da tanto erano brutte. Zeppona allucinate sotto, versione ancora più trash delle già trash Fornarina. In genere erano acquistate da chi andava ballare quella specie di musica house spinta di cui ora non ricordo il nome. Da SuperTamarri.





Scarpe #8: le Palladium

Scarpette estive di tela, punta bombata con placchetta di plastica e carro armatino sotto. Le volevo ma mi ballava il piede dentro.




CONCLUSIONE
In conclusione delle scarpe che andavano di moda, o mi ballava il piede dentro (ho un 35), o mia mamma non voleva, o mi facevano letteralmente schifo. A voi le conclusioni...
E voi che scarpe avevate? Ne rimembrate di altre da me omesse?

PS:
Trovare su intrnet le foto che ho postato, mi ha richiesto più di 2 ore di tempo! Quindi, anche se il post vi fa schifo, abbiate un po' di umana comprensione. Tra l'altro c'erano anche le Bebè, delle specie di ballerine col tacco squadsrato, ma non ho trovato adeguata documentazione