Visualizzazione post con etichetta De Gustibus. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta De Gustibus. Mostra tutti i post

mercoledì, marzo 14, 2012

Love at first sight

Non so se credere al colpo di fulmine, di sicuro a volte ho folgorazioni in campo musicale.
Era successo a 3 anni coi beatles, a 23 con Amy winehouse alla radio e a 27 con Nina Zilli.
Ero tornata da Milano un venerdì stanchissima, c'era il festival di Sanremo e mia madre mi disse: "guarda che c'è una cantante che secondo me ti piace...guarda solo come è vestita".
C'era una ragazza veramente vintage nel look, nella voce e nella canzone. E fu love at first sight.
La conferma mi arrivò poco dopo quando ascoltai l'intero album.
Quell'atmosfera da motown che io amo, la faceva da padrone. E anche i testi, d'ammmore ma realistici e malinconici, semplici ma non troppo banali, mi fecero provare empatia per la nina zilli.
Adesso c'è il secondo album, che come cantava Caparezza, è sempre il più difficile.
Solo che l'atmosfera si è spezzata.
Nina...chi cacchio ha fatto gli arrangiamenti???
Le canzoni sono molto carine, ma perchè tutte quelle chitarre, quei sintetizzatori???...rivoglio il mood anni 50 con i violini e il rocksteady...

giovedì, novembre 18, 2010

Life is beautiful

Ieri volevo andare a letto subito con le galline e senza cena (sopratutto dal momento che nn dormo da 5 notti, causa pertosse) ma la replica de La vita è bella di Benigni mi ha dissuaso dal farlo.
Io dico solo una cosa: che quel film è arte.
Ogni fotogramma è poesia.
Tutto, la colonna sonora, la fotografia, gli attori, concorrono alla perfezione.
Io piango come una bimbetta. Piango da subito, quando esclama "buongiorno principessa"e lo fa scrivere sulla sua torta di fidanzamento (con un altro), quando le stende il tappeto rosso per non farla bagnare, quando il figlio si nasconde dentro al mobiletto e porta i fiori alla mamma. Perchè sembra tutto permeato da una magia perfetta.
E poi penso a quei cretini della destra che lo denigrano, che gli volevano tirare le uova, che non tollerano il suo compenso quando partecipa a qualche programma (che poi sarà tanto quanto quello di una Belen qualsiasi, grandissima artista lei, sisi).
Questo è lo "stato dell'arte" dell'arte italiana: quei pochi che ne fanno sono additati di non so quale reato da beceri puttanieri/inquisiti/scandalosi personaggi, tipicamente di destra. 

Benigni e il cavallo della lega

venerdì, gennaio 15, 2010

Pitti uomo: come Paola Bulbarelli si è decostruita la shiloutte a furia di scrivere stronzate - Parte 3

Ragazzi, è come una droga, non posso esimermi dal commentare i commenti della Bulbarelli sul PITTI UOMO.

Oggi la Bulba ci parla di maglie, maglioni, cardigan, gilèt (qua).

Innanzitutto ci dice: "L'uomo in maglia. Ovvero l'uomo senza dubbi".
Dal momento che le maglie sono da che mondo e mondo unisex, mi chiedo: un uomo con un cardigan rosa shocking e le effigi di Hello Kitty è uomo? Io qualche dubbio l'avrei...

Le linee guida di oggi sono:

"In pratica, anche il bell'uomo che arriva agli anta si sente un ragazzo che può osare un modo di vestire casual all'apparenza ma estremamente curato. L'esempio sta nella Soft Jacket in un tessuto di cashmere che si indossa come un golf, quel tanto aderente da creare una silhouette ma decostruita, perfetta con il pantalone asciutto o leggermente cargo, cappottino corto o piumino ultraleggero, sciarpona, barba fatta da due giorni. E voilà, il gioco è fatto. "

Quindi, come una modellista in erba mi sono curata di giocare alla piccola sarta per vedere se un uomo che arriva agli anta diventerà un bel ragazzo seguendo questi dettami.

Ecco quindi il primo modello (quello col cappottino o piumino, ho riesumato per l'occasione il diavolezza, vedi post di ieri) con meraviglioso Moccia a cui ho aggiunto la barba:

ed ecco il secondo, tolta la giacca, il vero il rampollo senza "ram" più IN di Italia:

wow che belle silhouette decostruite (cioè, non è il mio fotomontaggio a far cacare è proprio la silhouette a decostruirsi con questi capi di abbigliamento).

Cmq le linee guida non sono finite:

  • "Giacche in velluto di cashmere con le maniche in lana jaquard"
  • "principe di Galles agugliato (che vuol dire prendere il tessuto all'incontrario e con degli aghi far passare la lana dall'altra parte per un effetto sfocato)"
  • "cardigan di 10 fili di cashmere con gli alamari"
  • "sciarpe colorate e ricamate da sapienti mani femminili pugliesi"
  • "maglie in cashmere, lana merinos extra fini e in rare selezioni di Tasmania"
  • "blazer in cordonetto da mettere con i jeans per andare in discoteca o con i pantaloni in flanella grigia per il cda"
  • "cardigan di pesante cashmere con interno in visone rasato"
  • " tuta in cashmere, felpa foderata di visone e giubbotto in pitone da 20 mila euro. "

Come al solito non ci ho capito na mazza, forse solo il punto della sciarpa ho minimamente arguito!

PS: per l'angolo "chi ruba cosa a chi", passati i fratelli Winsor oggi sappiamo che ". Il girocollo blu, invece, quello classico, quello che i ragazzi rubano dall'armadio di papà è di Cains Moore."

mercoledì, gennaio 13, 2010

[De gustibus e Se Polemizzando] Pitti uomo: come Paola Bulbarelli si è fumata un camouflage e scrive minchiate all'ennesima potenza

Allora,
io vorrei capire qual è il messaggio e il contenuto di questo ariticolo di Paola Bulbarelli sul corriere della sera.
Un concentrato fuffologico e di cacate pazzesche che difficilmente lessi altrove.
Per maggiori “delucidazioni” (ma sfido chiunque a capirci un qualcosa) andate
qua
nel mentre io riporto e commento qualche stralcio.
Già il titolo e’ abbastanza ermetico quanto buffo
:
“ Pitti Uomo: maschio sì, ma non macho. La moda dice al «nuovo uomo» di tornare a essere uomo vero. Fine del total look, casual ma con raffinatezza”
EH???

E ora, via all’articolo, delucidazione sui pantaloni:

“Ha deciso di mettersi i pantaloni. O meglio di rimetterseli. Ma non se li era mai tolti. Eccome se se li era tolti. Aveva abdicato al suo ruolo e «quelle braghe» se le erano infilate le donne. Ora è la moda a dire (…) di ricominciare a fare l'uomo vero, con attributi annessi.”
Ma insomma non ho capito, ste braghe ce le ha o no sto uomo? E se avesse un kilt, per salvare capra e cavoli?

“ Marchionne vuole i Silver Chino con bottoni in argento massiccio beige o blu. Ha provato la 52, ma va meglio la 54.”
E chissene frega.

“Obama se li infila brown, beige o blu (i colori accesi non li ha voluti).”
E chissene frega, x2.

“«No al total look, sì a coprire tutti i momenti d'utilizzo», spiega Mario Maran, direttore commerciale.”
coprire cosa? Ma cosa stanno farneticando…e ancora:
“ Che si capisce quanto si punti sulla specificità sempre più ricercata e non sul «faccio tutto» e, probabilmente, faccio tutto male.”
ma cosa c’entra? Ma cosa stanno dicendo? Ma cosa si sono fumati?

E ora la perla: cari amici del meglipeggio maschi ma non machi (sic!), prendete nota del nuovo must di stagione direttamente da Pitti uomo, sui pantaloni:
“E quel che funziona, da cinque anni a questa parte, è il pant asciutto che slancia e da un aria da giovane. «Quello calato è tipico dei ragazzi, ma dai 25 in su ci siamo noi».”
Che bello essere Donna, con la gonna!

E ora, sulle felpe:

“ una nuova collezione con Mohammed Alì, una serie di felpe e tute lavate con carbonio e cloro per una particolare sensazione di morbidezza che portano la scritta Cassius Clay. «Le tute le usano tutti», spiega Alessandro Bastagli «Non un caso che vesta un milione di persone all'anno dai neonati agli infartuati».
Oh che bello avvolgere un infante in una felpa di carbonio e cloro…molto sano…ma poi in ste felpe c’è Mohammed Alì o Cassius Clay?

“Si stanno riscrivendo le regole della moda”.
Ma cosa dici, che ciclicamente tornano gli anni 60 poi 70 adesso gli 80?

Ed ora la Guest Star: …. lui che anticipò le mode anni fa facendosi beccare fatto marcio di droga con una trans, colui che ha un’inventiva talmente particolare che noi comuni mortali non capiamo...lui LAPO ELKANN
“Lapo Elkann, come da tradizione, arriva a Firenze con un tir allestito da stand. ..E’ molto più di un divo. Il vero prodotto è lui: fa contorno Italia Independent con le nuove proposte dagli occhiali coloratissimi alle maglie, ai cappotti pesanti doppiopetto al camouflage serigrafato, stampato, tamponato su vari capi”
Io pensavo che il camouflage fosse un formaggio francese…è invece una specie di tintura… anzi a vedere le foto (qua su google) è la stampa mimetica....ma DAAII!! Ma per favore...
cmq è bella roba, eh …guardate qua che bei capi vi propina il Lapo:completo blu militare e cappelleto in tema, per affrontare le imperie dell'ufficio…


Ecco Lapo e Bulbarelli, potreste porporci per la stagione a/i 2010 /2011 una giacca in diarrhée...ve la vedrei addosso molto bene

martedì, ottobre 20, 2009

[De Gustibus] Nabucodonosororororo

Solo per dire che per me assomigliano a Nabucodonosor.

Ecco, quando invece in Italia ci sarà un leader simile a quel figo di Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, avrà il mio voto incondizionato (a parte che non si schieri nella Democrazia Cristiana di Rotondi...c'è sempre un limite a tutto..)


giovedì, ottobre 15, 2009

[De gustibus] Tra i due litiganti...

http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/gente/clooney-eli/1.html

Eh si il dubbio è di quelli amletici. E come blog informato sui fatti non potevamo esimerci dalla grande diatriba. Interpellato dai grandi visagisti delle Dive, coiffeur, chaffeur e majorette (scusate nn so più quello che dico) il megliopeggio sta cercando una risposta coerente all'inquietante interrogativo:

"Abito lungo e nero per la ex velina (ndf la Canalis) con spacco che lascia scoperte le gambe, ma riuscirà a battere la super top model Cindy Crawford? " posto da Repubblica online.

E sticazzi.

E stiGRANcazzi.

E sticavolfiori.


La domanda è di quelle dure. Manco a Sistemi Operativi B feci più scena muta.
Però ci sono.
Io voto Cindy. La Canalis con quei tatuaggi non mi sfagiola.
Anzi dirò di più.
Le due mi hanno fatto venire in mente Sandra Bullock, enormemente più simpatica delle due messe insieme.
Quindi voto Sandra.

sabato, luglio 11, 2009

[Look the Look] Cosa mi tocca dire


Mi tocca.

Quando ci vuole, ci vuole. Anche se fa molto male tale ammissione.
Ho guardato tutte le foto delle first lady al G8.
E andando contro alla stampa comunista, mi tocca dirlo: La Carfagna Mara, Ministro delle pari opportunità, era ineccepibilmente impeccabile al G8.
Elegantissima. Più della Signora Obama.

A me il giallo canarino di Ms. Obama non convince proprio per niente. Per non parlare della spillaccia verde.
Eh vabeh crocifiggetemi, ma sio sono cresciuta col diktat: col nero non si sbaglia. Never.

giovedì, gennaio 29, 2009

[De gustibus...] Look the Look


Continuo con la mia rubrica snob perchè mi dà soddisfazioni.
Oggi mi addentro in un campo minato: Amici di Maria de Filippi.

Partiamo con l'ancella della regina del TRASH, alias Platinette:
Platinette, baldraccamente vestita con un tendaggio viola (che porta sfiga, si sa, su ogni palcoscenico) porta alle dita anelloni carnevaleschi e indossa un parruccone che coprirebbe l'intera regione Val D'Aosta.  Moira Orfei, a confronto, ha la sobrietà di Audrey Hepburn.

E terminiamo con sua maestà, la regina del Trash: Maria de Filippi!


Scamiciatino nero a palloncino con zip davanti. Molto grunge, molto new gothic, molto sadomaso style.
Insomma...una schifezza madornale, da internamento per la sarta/stilista che l'ha confezionato. E poi che non ho visto le scarpe.

Ciao

mercoledì, gennaio 21, 2009

[De Gustibus....] Look the Look


Inauguro una nuova rubrica, che rientrerà nella macrocategoria di "De Gustibus".
In particolare mi cimenterò a criticare le vesti dei VIPS, nostrani e stranieri. Ovviamente e con piacere, tutto ciò per soddisfare il mio lato terribilmente snob.

Bene, iniziamo subito con un colpo da 90: Michelle Obama



Chiunque abbia un minimo di informazioni modaiole infuse, SA che i vestiti gialli sono da evitare.E' un evergreen dei divieti. Già una semplice T-Shirt canarino è appena appena passabile. Figuriamoci il tubino, con sciarpa e spolverino damascato, tutto tono su tono.
Le scarpe mi sembrano di color verdone. Non vanno bene. Verdone e giallo canarino non li combina manco mia nonna al buio.
Dice che ha scelto una stilista americana per rilanciare il settore tessile: lodevole l'intenzione, ma suvvia farsi consigliare un po' meglio?

Dagli USA a X Factor: ecco la Cantante Serena


Allora: le calze velate a pochi denari sono uno scempio. O le metti coprenti o le metti color carne.
(S)Degni di nota anche il vestito sotto, a pois azzurrini, e infine l'immancabile spolverino semiaperto. Ma che senso ha in uno studio televisivo di 35°? Deve uscire sotto la pioggia da un momento all'altro? Deve nascondere un vestito bislacco sotto? (Allora toglietegli quel vestito bislacco) Deve dare l'idea di rigidità? (Allora toglietegli quel vestito bislacco e andate di pantalone o gonna a tubo).
Mah, proprio non capisco. No proprio non ci siamo.

Spero di essere stata sufficientemente snob.
Alla prossima

venerdì, settembre 19, 2008

[De Gustibus...] ahahah



Ieri sera ho acceso sui Raiuno.


Credevo fosse uno di quei programmi tipo “Varietà”, dove fanno vedere gli spezzoni di vecchi programmi, tipicamente come Fantastico o le Gag di Panariello. O con la Carrà.


E c’era lei infatti, col solito taglio di capelli, il solito vestito di strass, e la sua risata. Ma era un programma “nuovo”.


Cmq mi sono soffermata un attimo…già perché mi dicono (e diverse persone) che io rida come lei (o che lei rida come me, dipende dai punti di vista!!)


….mamma mia…E’ VERO!!!!


Poi l’ho vista prodigarsi in un medley degli Abba.


Al che ho pensato.


Se Madonna è stata eletta a furor di popolo come “artista” nell’olimpo degli artisti, ci deve stare anche la Carrà. Infatti:


1) E’ in circolazione da una cinquantina d’anni.


2) E’ sempre moderna, addirittura senza mai cambiare look (La Carrà in versione geisha o western non ci è mai stato modo di vederla, grazie al cielo…un punto in più alla Carrà)


3) Canta


4) Balla


5) Recita


6) E’ attorniata da discreti figaccioni


7) Ha fatto scandalo (va beh il “tuca tuca” non è come “like a prayer” in corpetto e rosario, ma siamo in Italia, sede del Vaticano, ricordiamocelo)



Quindi Carrà batte Madonna.


Mitica



PS: la riabilitazione della Carrà è avvenuta solo perché ride come me, sia chiaro…se no avrei dovuto cambiare risata, e francamente non ne ho voglia



PS2: Ma che sto a di?





This message is for the designated recipient only and may contain privileged, proprietary, or otherwise private information. If you have received it in error, please notify the sender immediately and delete the original. Any other use of the email by you is prohibited.

venerdì, febbraio 08, 2008

[De Gustibus] Gli anni del tranquillo siam qui noi

"E ancora adesso sono disposto a sostenere in pubblico che non solo è un bravissimo sociologo naturale (...) ma è anche il più bravo autore di testi per le canzoni che ci sia in circolazione in questo povero momento. (...) Ma adesso la felicità compositiva del vecchio ragazzo del bar (...)è tale che a volte, mentre canta, gli viene da piangere anche a lui. E allora facciamoci sto pianto...Tutti insieme, appassionatamente, alla faccia di quelli che non capiscono e ridono, in questo nostro assordante condominio di cinici." da Canzoni, di Edmondo Berselli.

Sta parlando degli 883 e di Max Pezzali.

Lì per lì sono rimasta un attimo perplessa.

Poi ho pensato.

Ho pensato che li ho sentiti per la prima volta a 10 anni o forse meno, a casa di una mia amica grazie a sua sorella di 17 anni, che c'erano canzoni che non capivo, che c'erano parolacce che io non potevo dire, che parlava di storie e di innamoramenti "da grandi", quei grandi che invidiavo.

Ho pensato che uno dei regali di mio papà, che io lì per lì non volevo nè gli avevo chiesto, era il vinile di Nord Sud Ovest Est, con la copertina da colarare, con le canzoni imparate a memoria.

Che "gli anni" li ho cantati fino alla nausea.

Che durante un sacco di viaggi di ritorno da discoteche delle bassa, per tenerci svegli cantavamo tutte le loro canzoni e facevamo a gara a chi se ne ricordava di più.

Che la mattina dopo, arrivava l'sms con scritto "ti sei dimenticata Fattore S"

Che il mio Ipod ha solo canzoni straniere, ma che di italiano c'è la cartelletta degli 883 e non ci avevo mai fatto caso prima ( e una versione di "Innocenti Evasioni" cantata da Cremonini, per dovere di cronaca).


Ho pensato che le loro canzoni sono annidiate nella nostra memoria, che l'avessimo chiesto o no, che ne fossimo fans o meno. Loro ci sono e ogni tanto affiorano.






giovedì, agosto 30, 2007

[De Gustibus...of '90's] il Kappauei

Passata la grande crisi del '29, finalmente è tornato in me un barlume di ispirazione.

E continuo con la mia rubrica sulla accattivante moda degli anni '90, quando ancora avevo lo zainetto rosa fucsia dell'Invicta, quando ancora giocavo con il GiraLaModa, quando ancora guardavo l'Ispettore Gadget, quando ancora si faceva colazione col Buondì e merenda con la Girella.

E sopratutto quando ancora andavo in vacanza coi miei.

L'abbigliamento di cui sto per parlare, imprescindibile, il protagonista assoluto, nelle valigie che faceva mia mamma, merita un post a parte.
E' il K-way, giubbottino di carta ciuccina con cappuccio che ti mettevi quando pioveva durante la scampagnata e riaccattociavi in una delle sue tasche quando smetteva di piovere diventando un bellissimo marsupio.

Il problema di fondo è che, arrivando fino alla cintola, dal culetto in giù si era ancora più fradici, rendendolo tutto sommato inutile.

Non so se avete capito.

Riporto ora la descrizione ufficiale dal sito ufficiale del k-way ufficiale:

K-Way - Let it Rain
Il brand K-WAY è nato a Parigi in una giornata di pioggia del 1965 quando è stata inventata la prima giacca antivento. Fatta di nylon e assolutamente impermeabile (n.d.F..ooohhhh) che si poteva mettere nella tasca legata alla cintura che contemporaneamente faceva l'effetto banana (n.d.F cosa? Ma che strane ideee hanno messo in testa ai ragazzini?). Nel 1970 il concetto della produzione è stato spostato verso l'active leasure. Nel Gennaio del 1992 quando un incendio ha distrutto il quartier generale, campioni, prodotti e documenti, non è rimasto niente altro che l’indistruggibile spirito combattivo che ha aiutato l'azienda a sopravvivere e diventare nell’inverno del 1992 lo sponsor ufficiale dei Giochi Olimpici invernali di Albertville! Dal 2004 K-WAY appartiene al Gruppo Basic Net.
Peccato che non abbia soppiantato del tutto gli ombrelli, altrimenti a quest'ora Rihanna starebbe cantando "You can stand under my k.way, way way wa".
Io spererei tantissimo che ritornasse di moda, soprattutto per l'effetto a banana.

giovedì, agosto 23, 2007

[Inquietudini + De gustibus ...so '90's]

E' da una settimana che penso e ripenso a una cosa che guardavo nella mia infanzia anagrafica.
Mi è tornato in mente mentre prendevo il Sole su una spiaggetta sarda...ma non tutti i tasselli sono stati riassemblati, il che mi ha gettato in un periodo di confusione e ansia.

Op op Gadget Mani....Op op Gadget pattini.

Come si chiamava il cane e la nipote dell'ispettore Gadget? Che tra l'altro facevano tutto loro?



PS: Per me Gadget ha sempre assomigliato a Fabrizio Frizzi

martedì, agosto 21, 2007

[De Gustibus] Sticazzi

Oggi non c'è (tele)giornale che non parli del meraviglioso matrimonio Gregoraci - Briatore, 2 elementi la cui condotta morale è esemplare e che ho inserito di diritto nel Pantheon del megliopeggio.



Sembra per l'appunto che i testimoni di lui siano Emilio Fede e Silvio Berlusconi.



Inutile aggiungere parole, commenti, delucidazioni... se non "STICAZZI! "
PS: Si aprono le scommesse sulle testimoni di lei. Io ipotizzo Rosy Bindi e Livia Turco

sabato, luglio 14, 2007

[De Gustibus ... of 90's] T.V.B vs 3msc : le dediche sui diari

Un dovere morale del megliopeggio è la divulgazione ai posteri delle mode degli anni 90.

Prassi durante le scuole medie, durante le ore più noiose, era allungare il proprio diario al compagno, dicendo "mi fai una dedica?" . .
Non so cosa le teenager di oggi si scrivano sui diari, tra gli esercizi di matematica e la giustificazione della mamma.
So però cosa ci si scriveva anni e anni fa.

La dedica poteva essere personale ma il più delle volte si attingeva a un prontario di formule standard (rintracciabile da fonti sicure come il giornaletto "cioè").
Di sicuro la faceva da padrone il mitico T.V.B. (ti voglio bene) che visto col senno di poi è raccapricciante, ma mai come 3msc, catalogato dal megliopeggio come il male.
Ma procediamo con ordine e soprattutto in base a cioè che è rimasto nella mia memoria, visto che i miei diari sono finiti misteriosamente nella spazzatura.


Dedica #1: "T.V.B." & varianti della serie "volemose bene"
Per chi non lo sapesse, si finiva la dedica con acronimi strani: la sigla TVB ( ti voglio bene) e le innumerevoli varianti (TVTB, TAT...). E poi c'era la firma, seguita dal BY, per darsi un aria "international". La versione migliore rimane quella di una canzione di Elio "A. T.A., T.V.U.M.D.B. By Elio e le Storie Tese".


Dedica #2: della serie "molto ingegno"
"Come la barca lascia la sua scia,
io ti lascio la firma mia"
Segue scarabocchio della persona.

Dedica #3: della serie "orgoglio generazionale"
"Dagli Appenini alle Ande, un sol grido si espande: '82 sei grande"
Naturalmente vale solo per i nati del 1982.


Dedica #4: della serie "mah..."
"Dio creò l'Alba, ma Vasco la rese Chiara"


Dedica #5: della serie "lezione di musica"
"Lei suona il piano, lui la tromba"


Dedica #6: della serie "Frasi di autore"
"Non può piovere per sempre"
NOTA: Tratto dal film "Il Corvo", schifezza dark ma che tanto piaceva in quegli anni, quasi più di Dirty Dancing (oh, io ho sempre preferito Dirty Dancing)...forse su ciò è meglio fare un altro post.

Dedica #7: della serie "Cinico"
"chi trova un amico trova un tesoro, ma chi trova un tesoro se ne frega dell'amico."

Dedica #8: della serie "Frase Baci perugina"
"Gli amici a volte dimenticano, quindi non considerarmi come un'amica, ma come una che non ti scorderà mai "


Dedica #9: della serie "Eretico"
Gesu-Ge_Giù - Ge_Più -cucù corredato da disegnini (Gesù in croce, poi giù dalla croce, poi solo croce, poi Gesù che fa capolino dalla croce)

Dedica #10: della serie "Mah ^2 ..."
"Quando vedi il tuo ex, urlagli America, perchè siete stati uniti"



Io invito voi tutti a ripolapare con altrettante perle questa ribrica!
Grazie

mercoledì, giugno 27, 2007

[De gustibus...of 90's] il TAM TAM


Mi è tornato alla mente (forse perchè ci ho giocato) in questi giorni un gioco della nostra infanzia (parlo per quelli nati intorno agli anni 80 per gli altri non lo so!).

E' il TAMTAM o gioco delle manopole.

Vince chi fa più punti tirando una pallina, il cui peso specifico è di +200, con le suddette manopole e facendo in modo che l'avversario non riesca a prenderla.

Ci sono varie tecniche di colpi, è permessa la frullata solo se seguita da urlo liberatorio stile harakiri giapponese.

I rischi sono fratture di falangi polsi e gomiti..

Meraviglioso

sabato, giugno 09, 2007

[De Gustibus...of 90's] Maglie, casacche e quant'altro

Continua il mio viaggio temporale di una decina e più di anni fa per sparlare indegnamente della moda dell' epoca.

Oggi parlerò di magliette



Maglia #1: la maglietta Onyx








Magliette con teneri disegnini come in figura, erano attillatine e a livello ombelico. Era vista come una disgrazia se due persone avevano la stessa maglietta con lo stesso disegno, e partivano querele.











Maglia #2: la camicia grunge a scacchi di flanella

Da portare aperta con sotto un dolcevita nero, rosso o verde, faceva molto rocker dannato. Un must per i primi anni '90, ce l'avevo tutti, ma poprio tutti (anche io, e ancora me ne chiedo il perchè). Io annovererei il mistero della camicia_di_flanella_come_indumento_"in" tra quelli di Fatima.


Maglia #3: La tuta

A metà degli anni '90 c'era pure la tuta in acrilico/acetato. Non faceva sudare nemmeno un po'...
Quelle più in voga erano quelle dell'adidas con 3 righe su pantaloni e maniche, tendenzialmente a colori sfalsati tra pezzo sopra e quello sotto (ad esempio: pantaloni rosa con righe rosina, maglia rosina con righe rosa) oppure quella blu antracite con righe bianco-giallino.
Io avevo quella della Lotto color vinaccia con improbabili rombi su sfondo bianco sulla casacca. Purtroppo non ho trovato foto sul web, ma posso assicurarvi che nella bassa spopolava.
Dopo un mese di possesso, la tuta emetteva antipatici pallini.
La tuta poi si poteva spezzare: si poteva mettere la casacca sopra jeans, gonne..etc etc, oppure si tenevano i pantaloni con sopra felpaccie (V.Sotto), maglioni, etc etc. La costante era un mix di colori-abbinamenti da far raccapricciare anche Claudia Vinciguerra

Maglia #4: la felpaccia


Sempre secondo i dettami dello stile grunge, era più larga che lunga e rigorosoamente con cappuccio. Preferibile con colori spenti antracite. Comunque esistevano anche varianti più colorate, io ne ricordo una gialla canarino dell'Everlast (che fine ha fatto questo brand?). Terrificante






Maglia #5: il mix di maglie finto casual

Sul finire degli anni '90, a qualche dettatore di moda è partito un embolo e si è inventato sta roba, che ogni tanto si rivede pure in giro. In pratica ti mettevi una maglia a maniche lunghe sotto e una a maniche corte sopra. Anche qui i mix di colori erano affidati al caso, al destino e a qualche divinità ultraterrena di natura imperscrutabile!
Io non ho mai fatto questi abbinamenti strani, se non per fotomontaggio qua a sinistra.








Alla prossima!

martedì, maggio 29, 2007

[De Gustibus..anni 2000] I ciabattoni WOZ

Purtroppo li vedo in vetrina, con tanto di istruzioni per l'uso (riportate sotto), li vedo indossati, li vedo su ebay, li vedo nei miei incubi....
Per esorcizzare l'orrore ci scrivo un post. Sto parlando di quei sandali di plasticone, degni della peggiore bancarella sull'assolato lungomare di Riccione, ma neanche lì si arriva a tanto scempio. Io proporrei mutilazione istantanea dei piedi, a chi li indossa, ma non vorrei mai che mi dicessero che non sono democratica. Quindi mi limito a denigrarli da qua.
Eccoli qua, i sandalacci :






















Riporto ora la pubblicità annessa. Tra parentesi le n.d.F ossia le note di fradalla.

Lo zoccolo / scarpa che ha fatto e fà impazzire l'America.....ed il resto del mondo! Chic... shock ! ... Woz ? (ah beh se vengono dall'America son proprio sinonimo di classe e buongusto..Più che chic o shok comunque io direi bleah)

Disponibili immediatamente
Il più famoso zoccolo / scarpa. Zoccolo perchè si usa come ciabattone e scarpa perchè il suo cinghietto ribaltabile gli consente di essere indossato mentre si è alla guida di un veicolo. (Cinghietto ribaltabile? Ma li ha fatti un ingegnere meccanico sti zazzeroni?)

Ideale per casa e vacanza, in barca come in montagna. Woz è leggerissimo, un nr. 40 infatti pesa soltanto soli 240gr /paio !
Caratteristiche Principali:
E' confezionato in materiale Dupont U.S.A.(?????materiale Dupont??? Ma ci vuole pure una laurea in chimica!?!)
E' dotato di suola antiscivolo con calzata comoda, che non stringe, per un massimo confort (Certo che non stringono, son larghi 5 spanne)
E' confezionato in materiale antibatterico (Se pesti una cacca di cane, quindi non ne risentono,e puoi pure mangiarci dentro, tanto son antibatterici)
Si lava in lavatrice a 30° (se poi il cinghietto ribaltabile ti intasa il filtro son però cacchi tuoi)
E' traspirante grazie alla elevata tomaia perforata (Per capire questa frase ci vuole invece una laurea in ortopedia. Io dall'alto della mia ingoranza sostengo che il resto della plastica Dupont con peso specifio +300 faccia leggermente sudare i piedini)
E' dotato di plantare anatomico riposante e rilassante
E' completamente galleggiante (sai che soddisfazioni? tu anneghi nel Tevere, ma il sandalo Woz galleggia completamente!!)
E' leggerissimo da indossare
Indicazioni d'uso:
Queste calzature sono particolarmente indicate a quelle persone che svolgono il loro lavoro stando ore ed ore in piedi, dove il peso della scarpa che si indossa, può diventare un serio problema.

giovedì, maggio 03, 2007

[ De Gustibus..]

Poi si lamentano se gli italiani stanno rincretinendo...

Oggi mi son spaparanzata sul divano dalle 14.00 alle 16.00 per guardare la Tv...e la cosa si è rivelata inquietante, raggiungendo e superando ogni limite di tv spazzatura. Ecco il magnifico palinsesto:
RAIUNO: "festa Italiana". Servizi su casalinghe che fanno la pizza, sul bambino appena nato e sulla nonna centenaria. Alla faccia del desperate housewife...
RAIDUE: "Italiasul2" con Milo Infante e Roberta Lanfranchi. Talkshow su temi di scottante attualità del tipo "mi tradisce con la badante che faccio?" Io suggerirei il sempre valido "lo mando sul lastrico con gli alimenti" ma questa filosofia spicciola non è ben accolta tanto che si arriva dire che la donna italiana è troppo presa dal lavoro/carriera per accorgersi del malessere dei maritini...ma andate a banane, va!!!
RAITRE: "tonio cartonio e la sua band". Leggenda metropolitana voleva che il buon Tonio fosse morto di overdose, invece eccolo zompettare per il fantabosco di rai3.
LA7: "Atlante". Magazine divulgativo, si parte parlando di A per arrivare a parlare di Z. Per esempio l'altro giorno parlavano di Buster Keaton e non si sa come sono arrivati a parlare della magia nera delle SS razziste.
RETE4: qualche soap opera stile Sentieri o Viados.
ITALIA1: telefilm "7 heaven". Parla di una famiglia allargata americana il cui padre fa il pastore, nel senso che predica, e gli altri componenti si destreggiano tra avventure, cuori infranti e bigotterie di ogni genere. Tutti parlano con tutti e c'è grande ammore nonchè rottura di palle.
CANALE5: "Uomini e Donne". Programma SABAR (Servizi Ambientali Bassa Reggiana, raccoglie e smaltisce i rifiuti della zona). C'è il/la tronista che deve scegliere il patner in mezzo a opiniosti isterici che gridano e ad un pubblico di vecchie babbione burine. Uno dei tronisti è Fabiano del Grande Fratello..sticazzi!
TELETRICOLORE: "Appuntamento al buio". Un tizio pelato, che mangia la R e veramente brutto, se ne va per le discoteche della zona cercando di far incontrare gente e facendo il cupido. Demenziale all'ennesima potenza.

Poi si lamentano se gli italiani stanno rincretinendo...

lunedì, aprile 30, 2007

[De Gustibus...of '90's] Giacche

Continua il mio viaggio nella memoria della moda anni '90, quando impazzava la musica undercore (adesso c'è l'House), il plasmaphobia, Fiorello col karaoke e la Marcuzzi con Colpo di fulmine.
Vista la bella stagione parlerò di indumenti da mettere definitivamente nell'armadio, per non tirarli fuori mai più, almeno per la buoncostume.

Giacca #1: il bomber


Prima indumento unisex d'elite per i bulletti, poi divulgato alla massa intera...chi non è stato sul tagadà col bomber? (io no). Oltre al classico nero, ce ne erano dei più disparati colori.












Giacca #2: il bomber dell'NBA



Versione del bomber per fighetti (ricordo che quello nero o rosso era per i bulletti delle scuole medie): bomber pseudo ufficiale di una delle 1025 squadre di basket americane.


Giacca #3: il Barbour


Giacca unisex larga e dritta, il tessuto era la tela cerata che usano umili pescatori, ma il prezzo non era poi così umile. Sta giacca andava unta con un particolare unguento, puzzava di grasso di foca da far schifo, ma cose volete, this is fashion!
Accessorio: la spilletta che ne garantiva l'autenticità (innumerevoli le imitazioni di portaportese, ancora i cinesi non c'erano), attacata con spago e colla vinavil, per evitare il ratto della spilletta da parte dei bulletti col bomber.
L'originale era in verdone, poi una volta divenuto indumento IN, ci furono Barbour di colore blu antracite, grigio antracite e rame antracite...colorini sgargianti insomma!
Dentro, oltre alla federa scozzesa poteva esserci il pelo staccabile per gli inverni freddi.









Giacca #4: il piumino corto



Giacca politicamente corretta, rigorosamente con cappuccio. Il piumino era più largo che lungo, arrivava circa all'ombelico. Di vari colori, il mio, per la cronaca, era nero.




Giacca #5: la casacca militare tedesca

Ai tempi delle medie, ai tempi della primavera, spopolava questa giacchetta militare di tela di colore verde militare con la bandiera della germania cucita sul petto. E' uno dei grandi misteri della moda.


Giacca #6: la giacca termica

Altro mistero della moda. In pratica era una giacchetta con un tessuto indecifrabile tipo poliestere ma con la proprietà di essere termico (così dicevano...) I colori erano grigio, blu, mattone. Terribile
Sul finire degli anni '90, era abbastanza IN anche la giacca NAPAPIRI, ma non ho trovato sul web adeguata documentazione fotografica.
Sempre la NAPAPIRI mise sul mercato una terrificante giacca di pelo di pecora a palline, con dietro la bandiera scandinava (o danese?).